Qualche volta il respiro sa di pioggia.
Di alito di vento rappreso.
Di neve che non si decide a scendere.
Di sole. Che torna quando meno te lo aspetti.
Qualche volta il respiro sa di sorrisi semplici.
Di gesti inaspettati.
Di volti importanti. Che appaiono nell'attimo giusto.
Qualche volta le giornate sono cariche di nulla.
E quel nulla è perfetto.
Perchè deve. Semplicemente. Essere.
Un normale susseguirsi delle cose.
Senza pianificazioni.
Senza attese vane.
Senza pretese.
Guardare un raggio di sole farsi capolino dal vetro opaco.
Sorrdere perchè l'inverno si è allontanato un attimo.
Perchè la vita è perfetta nella sua imperfezione.
E se non attendo...è ancora più bella.
mercoledì 16 gennaio 2013
domenica 4 novembre 2012
Trasparente
Non c'é abbastanza cielo
per ricoprire le menzogne
dell'uomo, che ruba
l'arcobaleno all'autunno
per colorare le lacrime di Pierrot.
Piangi,amore mio,
di tutto il sangie che il tuo
cuore possa contenere
e ridi beffardo delle ossa
rotte di cristalli in fiamme.
Cosa sarà mai la pioggia
rispetto al dolore della morte
nel cuore.
Cosa potrà elidere, nel gioco
della vita, un passo dopo l'altro,
una mano che nasconde
il viso che ha paura
del diafano pallore
dietro gli occhi,
umida percezione
del proprio essere.
Ancora guarda,
l'uomo invisibile,
di fronte a sè.
Ancora scorge se stesso,
nei passi lenti e inutili,
e grida silenzioso,
nella notte che lo nasconde.
Urla delle menzogne
che ha creato.
Per piangere,beffardo,
del proprio sangue rappreso.
per ricoprire le menzogne
dell'uomo, che ruba
l'arcobaleno all'autunno
per colorare le lacrime di Pierrot.
Piangi,amore mio,
di tutto il sangie che il tuo
cuore possa contenere
e ridi beffardo delle ossa
rotte di cristalli in fiamme.
Cosa sarà mai la pioggia
rispetto al dolore della morte
nel cuore.
Cosa potrà elidere, nel gioco
della vita, un passo dopo l'altro,
una mano che nasconde
il viso che ha paura
del diafano pallore
dietro gli occhi,
umida percezione
del proprio essere.
Ancora guarda,
l'uomo invisibile,
di fronte a sè.
Ancora scorge se stesso,
nei passi lenti e inutili,
e grida silenzioso,
nella notte che lo nasconde.
Urla delle menzogne
che ha creato.
Per piangere,beffardo,
del proprio sangue rappreso.
sabato 3 novembre 2012
pensieri amanti
quante volte ho sfiorato i sogni
con ciglia cariche di pioggia.
mani. stanche. vuote di viandanti.
rubano malinconie.
per non rinchiudersi.
derubare pezzi di cielo.
per paura di lasciar cadere le stelle.
petali di rose. puri come le corse a perdifiato.
come il mare dopo la tempesta.
come gli occhi stanchi.
che parlano della gioia dell'orizzonte.
quando il cammino tiepido della vita
ha vinto sul desiderio.
con ciglia cariche di pioggia.
mani. stanche. vuote di viandanti.
rubano malinconie.
per non rinchiudersi.
derubare pezzi di cielo.
per paura di lasciar cadere le stelle.
petali di rose. puri come le corse a perdifiato.
come il mare dopo la tempesta.
come gli occhi stanchi.
che parlano della gioia dell'orizzonte.
quando il cammino tiepido della vita
ha vinto sul desiderio.
lunedì 29 ottobre 2012
Grazie.
Certe emozioni hanno il profumo dell'erba umida.
Dolce humus che sa di terra e pioggia.
Hanno i colori dell'autunno tiepido, quello semplice dell'estate che non se ne vuole andare e rincorre il tepore, per rinfrescarsi al calare del sole.
Hanno la dolcezza del primo rabbrividire, al cui arrivo ti stringi dentro il golfino logoro e sorridi al rossore che ti pervade le guance.
Hanno la bellezza dell'abbraccio, l'intesa di un occhiolino e la profondità di quei sentimenti che vorresti tenere nel cassetto, ma che se lasci andare, ti senti il cuore più leggero.
Hanno la perfezione dell'attimo. Quello delle parole giuste.
Che fanno male, ma sono giuste. Sono giuste se susseguite dalla voce che vuoi stare ad ascoltare.
Quando le parole sono perfette e hanno gli spigoli che fanno male.
Quando gli spaccati della vita degli altri, sono anche i tuoi.
Quando non hai paura di guardare negli occhi chi sta piangendo, esattamente quanto te.
Hanno quel sapore brutale del sangue, quando ricevi un pugno nello stomaco.
Hanno la gioia di un cane che ti annusa e ti lecca la faccia, perchè ti ha trovato amichevole.
Hanno la stupidità del voler essere se stessi a tutti i costi, costi quel che costi.
Hanno lo stupore dell'ascoltare in silenzio, per una buona e santa volta.
Del sentirsi uguali, specchi l'uno dell'altro.
Dell'accogliere le lacrime, come le risa, senza aver paura delle proprie malinconie.
Questo è stato, per me.
Una serata assieme a Massimo e Paolo.
Una serata tra amici.
Una serata a sussurrarci i repricoci brividi.
Che mi ha regalato gioia, dolore e stupore.
Dolce humus che sa di terra e pioggia.
Hanno i colori dell'autunno tiepido, quello semplice dell'estate che non se ne vuole andare e rincorre il tepore, per rinfrescarsi al calare del sole.
Hanno la dolcezza del primo rabbrividire, al cui arrivo ti stringi dentro il golfino logoro e sorridi al rossore che ti pervade le guance.
Hanno la bellezza dell'abbraccio, l'intesa di un occhiolino e la profondità di quei sentimenti che vorresti tenere nel cassetto, ma che se lasci andare, ti senti il cuore più leggero.
Hanno la perfezione dell'attimo. Quello delle parole giuste.
Che fanno male, ma sono giuste. Sono giuste se susseguite dalla voce che vuoi stare ad ascoltare.
Quando le parole sono perfette e hanno gli spigoli che fanno male.
Quando gli spaccati della vita degli altri, sono anche i tuoi.
Quando non hai paura di guardare negli occhi chi sta piangendo, esattamente quanto te.
Hanno quel sapore brutale del sangue, quando ricevi un pugno nello stomaco.
Hanno la gioia di un cane che ti annusa e ti lecca la faccia, perchè ti ha trovato amichevole.
Hanno la stupidità del voler essere se stessi a tutti i costi, costi quel che costi.
Hanno lo stupore dell'ascoltare in silenzio, per una buona e santa volta.
Del sentirsi uguali, specchi l'uno dell'altro.
Dell'accogliere le lacrime, come le risa, senza aver paura delle proprie malinconie.
Questo è stato, per me.
Una serata assieme a Massimo e Paolo.
Una serata tra amici.
Una serata a sussurrarci i repricoci brividi.
Che mi ha regalato gioia, dolore e stupore.
martedì 23 ottobre 2012
Manca poco.
E' solo un ennesimo sorriso stanco.
Giusto appena fior di labbra.
All'imbrunire lieve,
mentre le mura si colorano
di quel grigio che sa di pioggia,
di quella pioggia arrabbiata,
che non leverà via l'odore della polvere.
E' solo un passo indietro.
Ma solo uno.
Sulle cellule che ribollono.
E non scavano dentro, per ritrovarsi.
E' solo un ennesimo risentirsi al di fuori di tutto.
Non appartenersi e non appartenere.
Sentirsi il terreno franare e non avere modo di aggrapparsi.
E' solo un ennesimo modo di trarsene fuori.
Manca poco.
Al sorriso.
Al sole dietro le colline.
Al raggio che scorgerò appena in coda all'occhio.
Alle nuvole sopra il mare.
A quel lieve senso di rossore,
che riappacifica i sensi.
Alla perfezione di un attimo.
Giusto appena fior di labbra.
All'imbrunire lieve,
mentre le mura si colorano
di quel grigio che sa di pioggia,
di quella pioggia arrabbiata,
che non leverà via l'odore della polvere.
E' solo un passo indietro.
Ma solo uno.
Sulle cellule che ribollono.
E non scavano dentro, per ritrovarsi.
E' solo un ennesimo risentirsi al di fuori di tutto.
Non appartenersi e non appartenere.
Sentirsi il terreno franare e non avere modo di aggrapparsi.
E' solo un ennesimo modo di trarsene fuori.
Manca poco.
Al sorriso.
Al sole dietro le colline.
Al raggio che scorgerò appena in coda all'occhio.
Alle nuvole sopra il mare.
A quel lieve senso di rossore,
che riappacifica i sensi.
Alla perfezione di un attimo.
martedì 25 settembre 2012
Autunno.
Tu che allunghi le braccia al cielo,
per divenire albero che non sfiora il cielo che con il cuore.
Tu che tocchi la terra con dita di rami
e accogli l'erba, come se fosse il tuo cuore ad abbeverarsene.
Tu che conti le stagioni con gli occhi e bruci di malinconia,
urlando come il vento fa con la pioggia,
quando giocano a nascondersi tra le tue fronde.
Tu che accogli....crei...generi...
e non hai paura di piangere gioia dal tuo sorriso carico di sogni,
perchè i sogni sono ai tuoi piedi e ridi di bellezza diafana,
recando ogni parola nel segno del tempo.
Tu che mantieni stretto tra i tuoi rami,
solo ciò che vuole restare e lasci andare,
perchè le stagioni mutano,
come muta il cuore che batte e non batte,
segna il ritmo dei passi e gira ogni volta,
lasciandoci inermi.
Tu che mi guardi con anima di sole cocente
e da lontano scruti i miei movimenti.
Tu che mi lasci libera di tornare.
Tu...che hai stretto l'amore dentro al mio cuore.
E non mi hai chiesto di cambiare,
mentre osservo quanto è bello passare dal riso al pianto,
accoccolandomi ai tuoi piedi scalsi nudi di terra bagnata,
raffreddando il cuore, materno di parole.
per divenire albero che non sfiora il cielo che con il cuore.
Tu che tocchi la terra con dita di rami
e accogli l'erba, come se fosse il tuo cuore ad abbeverarsene.
Tu che conti le stagioni con gli occhi e bruci di malinconia,
urlando come il vento fa con la pioggia,
quando giocano a nascondersi tra le tue fronde.
Tu che accogli....crei...generi...
e non hai paura di piangere gioia dal tuo sorriso carico di sogni,
perchè i sogni sono ai tuoi piedi e ridi di bellezza diafana,
recando ogni parola nel segno del tempo.
Tu che mantieni stretto tra i tuoi rami,
solo ciò che vuole restare e lasci andare,
perchè le stagioni mutano,
come muta il cuore che batte e non batte,
segna il ritmo dei passi e gira ogni volta,
lasciandoci inermi.
Tu che mi guardi con anima di sole cocente
e da lontano scruti i miei movimenti.
Tu che mi lasci libera di tornare.
Tu...che hai stretto l'amore dentro al mio cuore.
E non mi hai chiesto di cambiare,
mentre osservo quanto è bello passare dal riso al pianto,
accoccolandomi ai tuoi piedi scalsi nudi di terra bagnata,
raffreddando il cuore, materno di parole.
lunedì 24 settembre 2012
Tracce di sorrisi stanchi.
Sono sempre mancanze.
Di qualunque colore brillino i tuoi occhi.
Di qualunque attimo si tratti della vita mia, incastrata con la tua.
Hanno sempre gli stessi colori.
Sbiaditi dagli anni che vanno e non ritornano.
Sono sempre quegli stessi attimi che ritornano e ti bruciano sulla pelle.
Come i miei occhi imbambolati di fronte ad un sorriso che mi toglie il respiro.
Come tutte le lucciole che si appoggiano ai miei occhi e abbagliano accecanti.
Come ogni più piccolo raggio di sole che sorreggo sul palmo, finchè la giornata scalcia via il buio.
Come ogni ragnatela che soffoca via l'energia dalle mie ossa stanche.
Come ogni giornata in cui mi ritrovo ad urlarmi dentro, per paura di farmi sentire.
Quando imparerò a non soffrire per ogni battito del cuore che non sono stata capace di ascoltare?
Quando imparerò a costruire castelli di carta e viverci sotto, per comprendere il senso dei numeri nell'universo?
Quando apparirò ai miei occhi per quello che sono e non avrò più paura del mondo, perchè ciò che conta è il mondo a cui voglio appartenere, non quello che non mi appartiene?
Ma forse...quando accadrà...non sarò più io...e allora vanno bene anche gli occhi cerchiati di nero, le labbra viola e le unghie rosse.
Tanto....sono sempre io...le tracce delle rughe di mia madre ed il sorriso di mio padre...quando ancora, mi ricordo cosa voglia dire sorridere.
Di qualunque colore brillino i tuoi occhi.
Di qualunque attimo si tratti della vita mia, incastrata con la tua.
Hanno sempre gli stessi colori.
Sbiaditi dagli anni che vanno e non ritornano.
Sono sempre quegli stessi attimi che ritornano e ti bruciano sulla pelle.
Come i miei occhi imbambolati di fronte ad un sorriso che mi toglie il respiro.
Come tutte le lucciole che si appoggiano ai miei occhi e abbagliano accecanti.
Come ogni più piccolo raggio di sole che sorreggo sul palmo, finchè la giornata scalcia via il buio.
Come ogni ragnatela che soffoca via l'energia dalle mie ossa stanche.
Come ogni giornata in cui mi ritrovo ad urlarmi dentro, per paura di farmi sentire.
Quando imparerò a non soffrire per ogni battito del cuore che non sono stata capace di ascoltare?
Quando imparerò a costruire castelli di carta e viverci sotto, per comprendere il senso dei numeri nell'universo?
Quando apparirò ai miei occhi per quello che sono e non avrò più paura del mondo, perchè ciò che conta è il mondo a cui voglio appartenere, non quello che non mi appartiene?
Ma forse...quando accadrà...non sarò più io...e allora vanno bene anche gli occhi cerchiati di nero, le labbra viola e le unghie rosse.
Tanto....sono sempre io...le tracce delle rughe di mia madre ed il sorriso di mio padre...quando ancora, mi ricordo cosa voglia dire sorridere.
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