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domenica 16 ottobre 2011

Ho visto un sogno....

Ho viaggiato.
Attraversato nuvole che sapevano di panna.
Visto il cielo abbracciarsi col mare.
Ho riamato calde lacrime come se fosse il primo pianto dell'universo.
Ho scoperto il sangue colare, come se fosse una lunga ed eterna pugnalata, al primo vagito, alla prima sofferenza d'amore, al parto di una madre, che io non conoscerò, ma amerò in silenzio.
Ho contato i petali di un fiore e amato il suo profumo, come se fosse il primo respiro.
Come se fosse la nebbia a rischiararmi lo sguardo.
Ho contato ogni singolo passo che mi protendeva ad aprire il mio cuore e con le lacrime, ho sentito lacerarsi l'orgoglio e il freddo tramutarsi in calore.
Quanta fatica, ad essere se stessi.
Quanti pugni presi allo stomaco, per non avere abbastanza forza da urlare.
Quante carezze di cui aver disperatamente bisogno, per non sentirsi soli.
E quanti silenzi, che celano quello che sono.
Uno sguardo obliquo sulla realtà.
Una farfalla che impara a volare.
Un cielo terso sotto il tepore autunnale.
Una foglia, che sa di essere calpestata ma sorride.
E un cuore da curare...come mi disse un'amica....
E questo, che più che un abbraccio, non è...

mercoledì 23 febbraio 2011

Il viaggio di Hermann


Hermann ha fatto un lungo viaggio.
Ha percorso sentieri irti che da Itaca portano al mare, dimenticandosi della sua terra, per ritrovarla in sogno.
Ha conosciuto battaglie con cui l’uomo ha cancellato i suoi stessi passi e violentato il grembo delle Madri in attesa.
Ha baciato la terra sofferente e amato gli alberi, il loro primo respiro e l’ultimo, il più dolce, quello del ricongiungimento con il grembo Materno.
Ha saputo ridere e beffarsi di se stesso quando, guardandosi allo specchio, ha riconosciuto le proprie miserie e le ha dipinte di rosso, perché potessero essergli di monito per ogni delitto commesso nei confronti dei deboli, dei derelitti, degli emarginati.
Ha negato se stesso, calpestando le proprie radici e rinascendo dai propri sogni.
Ci dato in dono un film mai girato, immaginifico, quanto crudo, raccontando le sue visioni in capitoli di storia dell'Umanità.
Si è vestito di bianco candido in Amore :"adesso fidati, fidati di me....rideremo di nuovo e stavolta sara' per noi...un riflesso incontrollato una carezza, un gesto, a volte un ritorno - Il pianeta perfetto", come di rosso infuocato per urlarci tutte le cattiverie umane "ma sotto i cieli immensi c'è una terra da spartire e infliggere le regole distruggere per costruire - "Moses".
Ci ha travolto per non renderci dimentichi che la Creazione è Madre e figlia della natura femminile dell'Umanità ed essa soltanto può essere Speranza di Redenzione e futuro da accogliere "madre, di tutti i poeti, raccogli solo i figli di disgrazia e poi allontanati, mettiti i guanti, mettiti artigli per dimenticare, la seduzione per i giornalisti e l'attenzione per le borse nere poi torna a casa, prepara il pane e che ai tuoi uomini non manchi il pianto - "Love is talking".
Ha sussurrato all'Anima con sofferenza, che "l'errore rende liberi soltanto se libera è la grazia...lasciate che vi accarezzino le ciglia dell'amore ed i ricordi che bruciano in petto e non dimenticate le parole degli occhi, degli ultimi respiri e cominciate a respirare -"Avanzate, ascoltate".
Hermann sa che nei sogni si racchiude il seme della rinascita e ci racconta "ho visto un sogno in fondo all'anima che mi parla, che mi spinge a non cadere e non dimentica" e ancora "ma la mia vita canta d'amore, la mia vita è pazza d'amore"- "Io ho visto" e ancora "E improvvisamente il silenzio lasciò parlare l'amore così lontano dalle nuvole così vicino al mare come affrontare l'impossibile che pure vuoi toccare come le stelle che si attraggono per esplodere e creare - "Achab in New York" ": l'Amore come unico mezzo per Ri-generare.
Ha immerso i piedi nel fango delle miserie umane: "il re è infallibile nel centro esatto il corpo in vendita versato il sangue e se non vuoi nemmeno l'ombra di un sogno e l'abitudine al margine è il solo tuo desiderio "Sartre Monstre", "Dove sei? Dove siamo? Tutti in fila a scegliere uno stile che decide per noi dominando il nulla il passato non si cancella ma si doma con la masticazione "Good mornign, mr. Monroe!" ".
Ci ha ricordato la Bellezza del Creato, l'immensità del Cielo che si apre dopo un giorno di Pioggia e la poesia che sta nella vita di ogni Creatura "e all'alba scendere uscire nelle strade amando l'amore che non c'e' - "Johnnie and Jane".
E' in noi, il lavoro da compiere ogni giorno, come impegno per la Vita, come senso da riconoscere in ogni nostro gesto.
Hermann ci ha rammentato un dono che è insito in ogni essere umano, quello della libertà, del pensiero che non si può fermare al limitante del nostro piccolo mondo quotidiano.
Nei nostri passi sulla terra umida c'è ciò che siamo.

lunedì 7 febbraio 2011

E' "Andromeda Maria", l'anteprima di "Hermann" di Paolo Benvegnù.

Paolo Benvegnù ci ha sempre abituato alle sorprese, all'inaspettato, all'evoluzione del lavoro, suo e dei suoi compagni.
Questa anteprima intitolata "Andromeda Maria", ha tutti i crismi della meraviglia.
Già dal primo ascolto nella giornata del 3 di febbraio nella trasmissione radiofonica "Moby Dick", ci regala il pathos dell'attesa, lo stupore della scoperta di un cantautorato mai scontato, ma sempre attento e vigile.
Quanta intensità c'è nel lavoro vocale, nell'incastonatura tra i ritmi sottesi al pianoforte, ed un racconto che si cementifica perfettamente al tappeto ritmico.
La voce del Benvegnù sembra quella di un tetrante, che ci racconta le gesta mitologiche di Andromeda, subito seguito dalla corale presenza dei musicisti.
Le note sembrano scandite con la stessa metrica del tempo e solo quando arriva il refrain, il pathos lascia il posto alla limpidezza di parole che ci riconducono al nostro tempo.
Come spesso è stato detto, se queste sono le premesse, "Hermann" si rivelerà con altrettanta bellezza e veemenza.

mercoledì 26 gennaio 2011

H E R M A N N | N N A M R E H


Viene alla luce il 18 Febbraio "Hermann", nuova creatura di Paolo Benvegnù.
Attesissimo successore dell'imprescindibile "La labbra", che tanti successi ha mietuto, suggellando la sensibilità e la presenza scenica di un artista, che nel nostro Paese non ha eguali.
Ricordiamo la sua partecipazione al concerto del Primo Maggio del 2009.
Il suo contributo nella compilazione di Manuel Agnelli & Co. "Il Paese è reale" con il brano "Io e il mio amore", premiato al Meeting di Musica Indipendente per la sezione "Migliore Fotografia", con la motivazione: per la capacità di interpretare con armonia luci ed ombre, mantenendo ritmo e leggerezza.
Ennesimo riconoscimento nell'ultimo capolavoro di Mina "Caramella", in cui è stato inserita una sua reinterpretazione del brano "Io e te".
Ultimo, non ultimo, la partecipazione all'inedito collage di "Materiali resistenti", per cui l'artista ha creato un'ennesima perla di poesia e saggezza intitolata "Breve storia di Francesco C.", riconosciuta come miglior brano Indie per le giurie specializzate.
Ora, con "Hermann", si volta pagina.
Abbandonata l'analisi dell'amore, si estroflette e osserva il mondo.
Con i propri occhi di artista delle sottigliezze, delle sfumature impalpabili, ma soprattutto, di uomo che sa cogliere.
E che della sua vita vissuta ha fatto un libro per riflettere sulla Bellezza.

Nell'attesa, vi regalo questa interessante intervista in tre parti, tratta dal sito "Nodo in gola"